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TIL atomic tests were a tourist draw in 1950s Las Vegas. They advertised detonation times and best viewing spots to see the massive flash and mushroom cloud from the bomb test site, 65 miles away. Casinos flaunted their north-facing vistas, offering special “atomic cocktails” and “Dawn Bomb Parties”

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Your Pre Market Brief for 12/15/2020

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Your Pre Market Brief for Tuesday December 15th 2020

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Published 2:33 AM EST / Updated as of 4:00 AM EST
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Stock Futures:

Monday 12/14/2020 News and Markets Recap:

Tuesday December 15th 2020 Economic Calendar (All times are Eastern)

Overnight News Heading into Tuesday December 15th 2020

(News Yet to be Traded 8:00 PM - 4:00 AM EST)
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End of Day and After Hours News Heading into Monday December 15th 2020

(News Traded 4:00 PM - 8:00 PM EST)
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Possible Dip Buying Opportunities in the near future (Other suggestions appreciated):

Suggested Dip Trading Strategy

Offering News:

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COVID-19 Stats and News:

Macro Considerations:

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Il mio viaggio nella Storia del Cinema: dal 1965 al 1968

E con questo ho finito il diario di viaggio per ora, perché sono alla fermata del 1969 e ne avrò ancora per qualche settimana prima di vedere tutto quanto voglio vedere. Poi metterò nero su bianco. Alla prossima!
1965
Prima di dare una rapida scorsa a quest’anno con qualcuno dei film che ho amato di più mi piace fare anche qualche altra segnalazione: tra le mini-serie è nota quella con Juliette Greco: “Belfagor”, che è un mystery molto lento per i nostri gusti, ma l’ho finito lo stesso tutto perché mi piaceva. Parte quest’anno la felicissima serie di “Giochi senza Frontiere”, che per una ventina d’anni fu uno degli appuntamenti più amati dei telespettatori italiani. In tv vanno ancora i fantasy come “Strega per amore”, con Larry Hagman prima di far soldi col petrolio. Esordisce Sally Field nel telefilm “Gidget”, aveva 15 anni.
Passiamo ai film allora, ma devo lasciare da parte Zivago, Connery, Dentone, Giuletta degli Spiriti, Michael Caine, Leone, Burton, Carrà e Julie Andrews. Ahimé.
Repulsion” di Polanski è una delle più belle prove di Catherine Deneuve, che più guardo i suoi film più entra di prepotenza nella classifica delle mie attrici preferite. La Deneuve qui è una ragazza che ha qualche problema: è ossessiva, soffre di disturbi psichiatrici, ha delle allucinazioni. Il suo status peggiora una sera che resta da sola a casa. Nessuno si accorge veramente di quanto soffra e la ragazza peggiora sempre di più, con risvolti drammatici. Dico solo che la scena della crepa nel muro è fenomenale.
Io la conoscevo bene” di Pietrangeli, è un film con Stefania Sandrelli e Mario Adorf. La Sandrelli ha avuto tipo tre carriere: quella di giovane star italiana, quella post-Brass e quella di attrice di esperienza che sta vivendo adesso. Il suo sguardo timido e dimesso di questo film ha molto in comune con quello della Cardinale prima maniera. La Sandrelli vede infrangersi sul selciato le sue speranze di diventare una star del cinema perché gli uomini che le girano intorno la sfruttano e la illudono. Tra questi c’è Adorf, che è un attore che mi piace un sacco. Un genitore tedesco e uno italiano, Adorf si è mosso senza problemi da un set all’altro mostrando enorme versatilità: lo trovi nelle commedie italiane anni ’60 e lo trovi nei film tv tedeschi alla Derrick, per lui nessun problema.
La vita corre sul filo” di Pollack, con Poitier e Bancroft è un thriller che si svolge nello sguardo di Sidney Poiter e nell’ansia di aiutare una donna che dall’altro lato di un telefono amico segnala la sua volontà di suicidarsi. Poiter non è esperto, ma è di turno, e ormai ha preso in carico il caso. Tutto quello che deve fare è trattenere la Bancroft a lungo, molto a lungo, affinché possano rintracciare la chiamata e impedire il suo gesto. Questo film è interessante perché non c’è mai nessuna allusione al colore della pelle di Poitier, non è rilevante per il plot.
Rapimento” di John Guillermin con Patricia Gozzi, Dean Stockwell e Melvyn Douglas. La Gozzi l’ho citata già in un film con Hardy Kruger. A me questa attrice piace molto, è davvero intensa e drammatica. Qui veramente siamo in un contesto di puro e assoluto squallore, perché la Gozzi vive una vita solitaria in un luogo isolato col padre Melvyn Douglas. Un giorno arriva nei dintorni un evaso, e la Gozzi fa amicizia con lui. Lei ha bisogno di vivere, mentre il padre vorrebbe tenerla in casa e buttare la chiave. È uno di quei film che sembra che fuori sia autunno e che piova anche se è mezzogiorno di una giornata di maggio.
La decima vittima” di Elio Petri, vede Mastroianni e Andress in un futuro imprecisato darsi la caccia a vicenda. C’è una specie di reality show in giro in cui ci sono i cacciatori e le prede. I cacciatori devono uccidere 10 prede, e le prede devono sfuggire loro. Non si può mai sapere i gusti della gente. Questo futuro ha comunque i colori degli anni ’60, lo stile e la criniera di Ursula Andress che guarda caso è una delle più brave cacciatrici. Deve far fuori Mastroianni, ma prima vuole un po’ giocare al gatto e al topo.
Bunny Lake è scomparsa” di Otto Preminger, è un cupo thriller con Keir Dullea, Carol Lynley e Laurence Olivier. A dire il vero Olivier ha una parte molto marginale, fondamentalmente è il film della Lynley e di Dullea. Per chi non avesse dimestichezza con questi volti, la Lynley fu attiva a cavallo tra i ’60 e il ’70 ed è una delle vittime del Poseidon, mentre Dullea è la star di 2001 Odissea nello spazio ed è un attore che si è sempre fatto i fatti suoi, non è mai diventato star di prima categoria, ma si è scelto delle parti interessanti come questa qui. Insomma Dullea è il fratello di Lynley, e non si trova la bambina di lei. L’hanno portata a scuola, ma nessuna l’ha vista, le maestre non l’hanno vista, le amiche nemmeno. Questa bimba non esiste. La Lynley se la sarà immaginata? Lei è certa di avere una bimba, è certa, esiste!
Il collezionista” è uno dei film meno noti di William Wyler, con Terence Stamp e Samantha Eggar. Stamp, di lui non c’è mai da fidarsi. Ha deciso che invece di collezionare farfalle gli piace collezionare ragazze, e un giorno cattura la Eggar e la chiude nel suo scantinato. Lui non ha fatto niente di male, la Eggar viene trattata coi guanti, ha da mangiare, ha di che svagarsi, ha tutto, basta solo che sia felice di essere reclusa a vita da un pazzo e che non provi mai a scappare, che ci vuole?
1966
Eccoci al ’66, che bello quest’anno di cinema, bello! Qualche riga su altri generi e poi passo ai film che mi vien voglia di ricordare.
Qolga” è un corto che ho trovato in youtube del regista Kobakhidze. Si tratta di un ragazzo che vive da solo lungo i binari del treno e ha un’amica che ogni tanto lo va a trovare. All’improvviso un ombrello prende vita e inizia a volare da solo. In quest’anno parte la serie “Tre nipoti e un maggiordomo”, con Brian Keith e 3 baby star, ciascuno con la sua dose di sfortuna personale. Questa serie ha i colori e le moquette giuste per immergersi negli anni ’60. Ovviamente questo è l’anno di “Star Trek”, di “Batman” e “Mission impossibile”. Si tratta di tre serie di culto che tutti ovviamente ben conoscono. Tra i rari film tv di buon livello degli anni ’60 c’è uno di Rossellini: “La presa del potere da parte di Luigi XIV” che è anche uno dei film preferiti del padre da parte di Isabella. Poi esce la famosa versione animata del Grinch che ruba il Natale.
Chi ha paura di Virginia Woolf?” è il film che regala a Liz Taylor il suo secondo oscar. Ci sono solo 4 personaggi (vabbé 6 c’è una scena al bar) che sarebbero Liz Taylor e il marito Burton, George Segal e Sandy Dennis. Sono uno più bravo dell’altro. Nel film sono due coppie, una che sta insieme da un po’ e l’altra di recente formazione. Burton e Taylor hanno un passato difficile da superare, ma tirano avanti. La loro casa è lo specchio della loro persona, è piena di cose ingombranti e fuori posto, e tra i due ci sono frecciatine ogni secondo, qualcuna passa inosservata e qualcuna fa assai male. I due sposini sono praticamente scioccati. La scena cult per me è quando Liz Taylor dichiara al marito che pur con tutti i suoi difetti non è comunque un mostro. Sandy Dennis pure brava assai è una delle attrici dimenticate di fine anni ’60.
Persona” è un film di Bergman in cui ci sono due donne, Bibi Andersson e Liv Ullmann. La Ullmann è muta e la Andersson è la sua infermiera. La Andersson parla parla e la Ullmann ascolta e ascolta. Il legame tra le due è forte e particolare. Si vedono sempre più spesso e la Ullmann sembra migliorare, mentre la Andersson mostra una certa inquietudine. Parla, ma a se stessa, e la Ullman risponde anche senza dire niente. Lentamente i loro volti cominciano a somigliarsi sempre di più, e la voce di Bibi diventa la voce di Liv. Non c’è più distinzione tra le due, sono diventate una persona sola. Si stanno fondendo. Ma non è mica possibile una cosa simile.
La nera di…” è un film di Ousmane Sembene, cioè uno dei primi e rari film di autori africani. La storia è molto semplice, c’è una ragazza senegalese che va a servizio in una casa di una coppia francese. Lontana dalla famiglia la ragazza ha il suo lettino, le sue riviste, le sue scarpe, le sue sensazioni, ma la coppia presso cui lavora la considera come il vaso a centro tavola o il quadretto appeso accanto alla porta. Le giornate passano e la ragazza si spegne poco a poco. Tutto qua, ma provate a vedere lo stesso se è tutto qua.
Incompreso” è il drammone strappalacrime di Comencini con Anthony Quayle che diventa vedovo e non si accorge della sofferenza del primogenito, che si sacrifica per il bene del fratello minore viziato dal papà. Non che Quayle sia cattivo, per carità, è solo che non se ne accorge. Il ragazzino gli vuole bene lo stesso e un giorno un ramo fa crac e lui si fa male. Madonna quanto si piange con questo film, cioè è impossibile, nel senso che è non-possibile non commuoversi quando papà e figlio si parlano finalmente a cuore aperto. L’attore protagonista ha recitato solo questo film, oggi è un medico, è stato bravissimo con almeno 4 esse.
La caccia” di Carlos Saura è un film in cui ci sono alcuni amici che vanno a caccia di conigli. Fa troppo caldo. Dovrebbero dar retta ai conigli, ma invece si mettono a ricordare il passato e non so chi glielo fa fare, perché da quel momento nessuno più è al sicuro, e si danno la caccia a vicenda. Vediamo chi ci resta secco.
Davvero c’è tanto in quest’anno: Manfredi e Adorf alle prese con San Gennaro, le solitudini dell’uomo e la donna di Lelouch, i russi che sbarcano negli USA e Fahrenheit 451 di Truffaut. Poi Polanski gira Cul de Sac con la sorella della Deneuve, Eastwood non manca un colpo e le foto di Antonioni di Blow-up dove le mettiamo? Mi sono divertito un sacco con la partita di poker di “Posta grossa a Dodge city”, e l’asinello Balthazar di Bresson è uno dei finali più drammatici della storia, non pensavo che avrei retto tutta la visione di “Andrej Rublev”, e invece sì, e poi c’è il realismo mai visto della “Battaglia di Algeri”. E potrei anche continuare. Uno dei miei anni preferiti insomma.
1967
Siccome col 1966 ho preso per le lunghe, volevo sintetizzare col 1967, ma pure qui c’è un sacco di bei film. C’è pure “The big shave” che è uno dei primi lavori di Scorsese. Un uomo si rade e si taglia. Purtroppo per lui, il taglio non è un taglietto, giusto così perché si trova in youtube e dura 5 minuti.
Il mio film preferito di quest’anno è “La calda notte dell’ispettore Tibbs”. Io non l’avrei mai detto, mi dovete credere, ci avrei scommesso nemmeno 2 centesimi perché i polizieschi un po’ mi stufano, e poi i film che parlano di razzismo negli anni ’60 siccome li sto vedendo in sequenza ne ho visto un casino e poi forse il titolo non mi ispira, ma invece sono rimasto attaccato subito dai primi minuti, adoro Steige e Poitier, e quando Poitier schiaffeggia a sorpresa il tizio nella serra vi giuro è una delle scene più intense e belle e vere, ho cliccato su 10 su IMDb e da lì non cambio idea.
Il problema è che ho messo 10 anche a “indovina chi viene a cena?” che ha il dubbio onore di essere il film dagli albori al 1967 che ho visto più volte in vita mia, ne conto con certezza 6. Potrei dire di che colore sono i fiori nei vasi e quanti calzini ha Tracy nell’armadio. In questo film per me funziona tutto, mi manda dei brividi di nostalgia di un’epoca della quale sono un prodotto culturale, sono un GenX nel midollo probabilmente e sarà per quello che questo film non mi stanca mai.
Non ce la faccio a non segnalare almeno il titolo di “A piedi nudi nel parco” e devo dichiarare che anche se il finale di “Riflessi in un occhio d’oro” è qualcosa di davvero particolare, Robert Forster in quel film è di una bellezza sconvolgente. I colori di “Le Samourai” di Melville sono elegantissimi, il film è una goduria per gli occhi. Poi ci sono i filmoni da macho di Lee Marvin tipo “una sporca dozzina” e c’è Paul Newman e Dustin Hoffman, Dirk Bogard fa venire i brividi in “Tutte le sere alle nove” quando torna a prendere possesso della casa coi 7 figli che ha abbandonato e in “La bisbetica domata” la coppia Burton-Taylor funziona anche se mai lo diresti in quell’ambientazione lì.
Gli occhi della notte” vede Audrey Hepburn nei panni di una cieca che vive al piano terra di una bella casa dove ogni cosa è giusto dove deve essere, ma a quanto pare Alan Arkin è convinto che ci sia anche qualcosa che gli serve per evitare di essere accusato di omicidio. La Hepburn è all’oscuro di tutto (oddio che battuta) ma scema non è, così quando uno strano visitatore si insinua in casa sua con le scuse più formidabili lei inizia a sospettare. È uno dei thriller meglio congegnati mai visti questo qui, e non è nemmeno di Hitchcock! Non avevo mai realizzato quanto siano importanti le lampadine nel frigorifero.
New York: ore tre- L’ora dei vigliacchi”, questo titolo mi fa cagare però il film è bello. C’è la gente che prende la metro per tornare a casa, però è tardi e due grandissimi stronzi e cioè Tony Musante e Martin Sheen hanno voglia di divertirsi a modo loro, così entrano nella metro e iniziano a infastidire uno dopo l’altro tutti i passeggeri. C’è una quantità di arroganza, prepotenza e violenza gratuita in questo film che davvero la mascella si spacca dalla rabbia repressa che ti suscita. Si vede che il film funziona. È quando tu stai per fatti tuoi e questi ti devono bullizzare e non solo: la gente non alza 1 dito per aiutarti! Veramente, questo film è fatto bene. Per non parlare dei poliziotti che appena riescono a entrare nel vagone con chi se la vanno a prendere? No quello proprio non l’ho potuto soffrire! Bel film.
L’armata a cavallo” di Miklos Jancso è un film che fa venire il mal di testa. Siamo in guerra, è la guerra civile russa, ma non è importante, potrebbe essere una qualsiasi guerra. Qui non riusciamo a prendere posizione, la guerra fa schifo non importa di quale fazione tu sia. 10 minuti di film con gli occhi di una fazione e i loro progressi e le loro vittime, nemmeno fai in tempo a riconoscere i volti di queste persone che vengono fatte fuori dagli avversari, e Jancso ti trascina altri 10 minuti dalla loro parte, ti fa vedere i loro progressi e le loro vittime, i loro villaggi desolati e le torture. Ci rimani male, ma ecco che si passa all’altro punto di vista. E’ un film intelligente ed elegante.
C’è ancora lo choc incredibile di “Gangster Story” con il picco di bellezza di Faye Dunaway e il sangue che esplode sulla bianca pelle di Bonnie e Clyde, così come bianca immacolata è la schiena di Catherine Deneuve, perfetta protagonista di “Bella di giorno” di Bunuel, altro film simbolo dell’epoca, un’epoca in cui andavano i film di sexploitation tipo “Vixen” e roba del genere, pieni di tette e recitazione di serie b, ma che entravano a pieno nella cultura di fine decennio, che si sta avvicinando a quel ’68 di cui tanto spesso abbiamo sentito parlare come di una sorta di spartiacque culturale.
Per finire, è intelligente e complesso il volto di Bekim Fehmiu in “Protest” di Fadil Hadzic, ma che le h e le z non ingannino, il film si vede e si capisce perché parla di un’insoddisfazione che non ha bisogno di vocabolario. Poi c’è il cult camp “la valle delle bambole” con la sfortunata Sharon Tate, gli occhi penetranti della Mangano in “Edipo Re”, centomila spaghetti western, è l’altro drammone di Bresson “Mouchette”, con protagonista una ragazza che racchiude in sé tutto il bullismo subito da tutti gli adolescenti della storia della Pubblica Istruzione, veramente solo chi ha il cuore di pietra non si commuove con questa ragazza qui.
1968
Non mi pare vero che sto scrivendo del 1968 perché è l’ultimo anno che ho finito di vedere e anche se questa carrellata non vale poi molto almeno l’ho portata a termine, il che per me vale molto.
Prima di iniziare una piccola deviazione: in quest’anno c’è l’esordio di Spielberg, col corto “Amblin’” da cui quindi deriva la sua casa di produzione che è la Amblin Enterteinment! Altro corto è lo sperimentale “Hermitage”, di Carmelo Bene. Tra le mini-serie esce quest’anno l’Odissea di Franco Rossi. Fu un clamoroso successo riproposto dalla tv nostrana per vent’anni. Il ritmo è lento, ma i volti di Bekim Fehmiu e quello di Irene Papas sono senza tempo. Grandissimo l’episodio con Polifemo e ovviamente il finale coi Proci. Prima di diventare nota come cantante e presentatrice, Loretta Goggi era una precocissima attrice e la “Freccia Nera” fu uno dei suoi più noti successi.
Ok, allora andiamo veloci veloci, con lo stiloso “Diabolik” che era il bel John Phillip Law; le torture che patisce Alan Bates nell”’uomo di Kiev” pochi altri nella storia; Sordi è medico nella muta e Franco Nero aveva gli occhi più celesti mai visti. Sellers fa pisciar sotto anche le statue in “Hollywood Party” mentre la Vitti prende in mano la pistola e si colloca nella sua dimensione comica dopo anni di Antonioni. Rod Steiger è un gay represso ne “il sergente”, mentre Terence Stamp non fa preferenze di sesso in “Teorema” di Pasolini.
Steve McQueen è l’essere più figo mai apparso sulla terra in “Bullitt” e “Il caso Thomas Crown” ma nemmeno Clint Eeastwood scherza e voglio vedere chi scampa a un impiccagione come in “impiccalo più in alto” e chi è scazzato come lui in “L’uomo dalla cravatta di cuoio”.
Fuoco!” di Gian Vittorio Baldi è la sorpresina nell’ovetto Kinder del 1968. Siamo in un paesello del sud Italia e un tizio spara alla statua della Madonna durante una processione, poi si barrica in casa, con la moglie e il bambino che se la fanno sotto, e col fucile in mano si rifiuta di uscire e di dare spiegazioni. Poche parole, un set poverissimo, nemmeno tante spiegazioni ma per 1 ora e mezza sei nella casa e forse nella testa di questo ragazzo. Bellissimo film!
La sposa in nero” di Truffaut è la storia della vedova nera Jeanne Moreau (quanto mi è piaciuto questo film) che si era sposata da 5 secondi che le ammazzano il marito sulle scale della chiesa. Pensa prima di buttarsi dalla finestra poi decide che invece le conviene dare la caccia ai killer del marito. La curva della bocca della Moreau è perfetta per questa parte e vi assicuro che il modo in cui si ingegna per far fuori quei quattro è incredibile. Purtroppo questo film mi fa anche venire in mente la storia di Marta Russo ma lasciamo perdere.
L’urlo del silenzio” è il film che Alan Arkin per me prima valeva 6, 6 e mezzo mentre adesso invece sotto il 9 non scende. Arkin è un sordo muto ed è così solo, ma così solo, che lui il lockdown ce l’ha di default. Mi fa venire la forchetta in gola. Comunque sia affitta una camera in una casa con una famiglia sgangherata ma tutto sommato ok, e fa amicizia con Sondra Locke. Ma nemmeno lei è il vaccino che può curare la sua solitudine. Malinconia a quintalate.
Duello nel Pacifico” di John Boorman ci sono 2 persone solamente e cioè Lee Marvin e Toshiro Mifune. Sono in guerra e sono da soli in un’isola sperduta. Ognuno dei due vuole far fuori quell’altro, ma alla fine prevale la voglia di sopravvivere, chissenefrega se devo chiedere aiuto al nemico. Il finale di questo film, io sottoscritto dichiaro che David Lynch l’ha visto e gli è piaciuto.
E ora acceleriamo su quel pacco gigante pieno di innovazione che è “La notte dei morti viventi”, sul sudore e il calore di “C’era una volta il west”, il mio Leone preferito, sull’indelebile statua della libertà del “Pianeta delle Scimmie”, sui brividi che fanno venire lo sguardo di Sidney Blackmer e i sorrisi di Ruth Gordon in “Rosemary’s baby”, uno dei film che più mi ha fatto cagare sotto in vita mia, per dire due righe in più su “Kuroneko” di Kaneto Shindo, che è la storia di una vendetta operata da due donne vittime di stupro e poi uccise da una gang di samurai. Le due diventano dei fantasmi e uno dopo l’altro, in un’atmosfera onirica e agghiacciante conducono i samurai nel loro nascondiglio per farli fuori senza pietà alcuna. Un film con le palle.
Mi rimangono 2 film, il primo è “2001: odissea nello spazio” e io ho paura a parlare di Kubrick perché su Kubrick tutti hanno un’opinione e sanno argomentare meglio di me, così mi limito a dire che questo film l’ho visto come quando giochi agli incremental e fai prestige. La prima volta 15 minuti, la seconda volta ho retto 30 minuti, la terza volta 1 ora e la quarta volta finalmente avevo le skill giuste e ho goduto da pazzi.
Il mio film preferito del 1968 è “The Swimmer” di Frank Perry e Sydney Pollack, con Burt Lancaster. Lancaster si mantiene bene anche se ha già i suoi anni sulle spalle, e un giorno compare nella villa di amici, si fa una vasca in piscina e poi dichiara che se ne torna a casa a nuoto, passando da piscina in piscina, di villa in villa, lungo tutta la vallata. Armato solo del suo costume, si incammina verso la seconda piscina: una vasca e due chiacchiere coi padroni. Le persone che vede sono inizialmente cordiali e felici di parlare con lui, ma a ogni villa qualcosa non sembra andare per il verso giusto: c’è chi sbruffa, chi gli rinfaccia qualcosa, chi esplicitamente lo manda a quel paese. Lancaster stesso perde lo slancio e un po’ il sorriso. Se a un certo punto si sentiva così bene da poter reggere il confronto con un cavallo, improvvisamente si fa male e inizia a zoppicare. La villa successiva pare più lontana, e più ostile. Ad ogni villa scopriamo un pezzo della vita di quest’uomo, e lui con noi. Non possiamo sentire l’acqua sulla pelle, ma ti monta l’ansia. Lancaster pare invecchiato, i suoi piedi sono sporchi, i suoi occhi lucidi, le sue labbra sofferenti. Un’altra villa, e pare trascinarsi, e una piscina ancora, e nuota a fatica, e finalmente casa.
Non ho dormito la notte perché non volevo fare il mio sogno ricorrente in cui sogno di partire dalla mia casa di bimbo per arrivare alla mia casa attuale, e parto di corsa per poi andare piano, sempre più piano, per poi trascinarmi, fino a che non vedo la porta in lontananza, e non riesco ad aprirla, mai.
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Cessione credito a Fineco?

Ragazzi avrei bisogno di un aiuto.
Qualcuno ha fatto la richiesta della cessione del credito per ristrutturazione casa con Fineco?
Io ci sto provando ma dal punto di vista burocratico è un po’ un casino e vorrei un riscontro, se possibile.
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Update #24: Ruins Of The Ancients | Prescott Starbase | Enemy Caster | HOTAS Support

Update #24: Ruins Of The Ancients | Prescott Starbase | Enemy Caster | HOTAS Support
Greetings, Pilots!
Today’s production update will be the last for this year. Obviously, we had different topics planned for this one. We’re fully aware that many of you still feel bummed out about our new Early Access release date, even though we have received a lot of understanding for our reasoning from our backers. So thanks again for your support!
We’d like to conclude an unprecedentedly rough year for probably all of us on a high note. Thanks to our new timeline, we got some cool new content and features to share that would not have made it into the Early Access release version (our code freeze was pushed back by two weeks, the content freeze by four weeks).

Ruins Of The Ancients

You might recall from the Kickstarter campaign that you awesome EVERSPACE fans unlocked the stretch goal “The Ancients’ Rifts,” a sector in the endgame offering extra hard challenges and the best loot in the game. In this area, you will encounter remains of a mysterious alien race first found in EVERSPACE, and you’ll get an early taste of what’s to come in the ruins of Ancients’ structures scattered on an all-new moon in the Union system.
Concept art overpaint of ruins of The Ancients on Cephas II, a moon of the gas giant Cephas within the Union system. While you won’t run into any Ancients yet, we squeezed a couple of their mysterious ruins in as a teaser for the initial Early Access release, thanks to the extra time.
Encountering the Ancients without any warning whatsoever was a major highlight in EVERSPACE. Their ability to transfer energy into matter as well as control time and space added new challenges in combat, the opportunity of fast-travel, as well as some wicked alien tech to play within the endgame—all must-haves in any great open-world space RPG, right?
So, how better to introduce the mysteries of fast-travel as well as “mind-bending” weapon technology and devices (with a chance of surprising side effects) in the universe of EVERSPACE than utilizing some ancient alien tech that nobody seems to know much about yet, hence the generic name. But what if The Ancients turn out to be deeply connected to the established lore? Definitely not a new concept but proven in popular sci-fi classics many times before, and yet endless possibilities for adding new ideas in EVERSPACE 2…

Prescott Starbase

As revealed in production update #19, the star system Union is a bustling trading hub in EVERSPACE 2. While the newly-introduced and independent Freelancers run extremely profitable businesses in high-tech gear, medical supplies, and mining resources in the clouds high above planet Culver, the omnipresent Outlaws, already known from the predecessor, make a killing with loot of any kind from scavenger and piracy hunts and sell it for high profit to the highest bidder at the black market of Prescott Starbase.
Think of it as a highly condensed version of an entire city floating in space with various departments, ranging from the neon-light-flooded shopping and entertainment area, the jam-packed residential neighborhood, all the way down to the industrial and dirty space harbor district—you know the gist of such sci-fi megacities because humans and aliens are alike when it comes to basic individuals’ needs and business.
Around Prescott Plaza (concept art overpaint), travelers will be able to delve into all the human, as well as alien, guilty pleasures you can think of; as an antipole to the grim reality of living a harsh life in the DMZ, far, far from Earth, moral and ethics have no home in this place, especially in the uptown district.
Concept art of the casino’s bar from a story campaign cutscene; this is where experienced shooters hang around when on the hunt for challenging high stakes assignments.
Concept art overpaint of the space docks at Prescott Starbase, a rather dark and filthy place. While officially under the control of the Prescott Port Authority, opposing mafia clans call the shots, literally. Even though these families live by different morals and conducts of doing business, unconditional loyalty is non-negotiable. “If you need it, we have it” is the mantra at this infamous black market within the DMZ; just don’t ask where the goods came from. Greed for profit and deep loathing towards the Colonial Fleet and the Okkar Authorities is what holds this sizzling melting pot of questionable human and bizarre alien individuals together. For anyone good at operating under the radar and willing to play by a different set of rules, this is yet another place where to look for risky but very profitable “business opportunities”.
While it is still under development and far from being complete, we’re excited to announce that Prescott Starbase will be explorable on day #1 and that we’ll add more functionality and opportunities to interact over the next year during Early Access.

Enemy Caster

Using an analogy from the movie industry, NPCs in video games are somewhat like actors that have to be cast for each role from a pool of talents and show up on set at the right time—definitely not all at once, except for the inevitable cast photo, maybe.
Our systems were designed to populate locations with the occasional visit from different NPCs for both friend and foe - like background actors, to make a scene lively and convincing that there is more going on in a given fictional world than what you can actually see.
No matter if watching a movie or playing a video game (especially in RPGs), it’s all about triggering that amazing Kopfkino to make you believe you are actually present in that fictional world of your choice. If not done right, you may not be able to put your finger on it, but you can tell something is off, immediately making you realize you are just sitting in front of a screen.
Obviously, in video games, especially in open-world looter shooter RPGs, you can interact with NPCs in many different ways. At the same time, your current loadout and stats add yet another dimension of complexity “to the scene”. This requires both careful level and combat design to prevent immersion from breaking, no matter what players do.
Most of the time, we’ve worked with groups of enemies sufficient for compelling encounters in the Alpha and Beta. However, as the game world of EVERSPACE 2 will grow a lot over the next 12 months, so will the need for more encounter variety.
While we’re off to a good start with the closed Beta, keeping you guys and hopefully many more space pilots hooked in EVERSPACE 2 for tens if not hundreds of hours during Early Access and beyond is by far our biggest challenge. This is why we focus on making each location worth visiting beyond exploring and looking at new stuff, which can get old quickly, no matter how pretty the vista might be.
To get a tighter grip on things, we established a new in-house tool (the Enemy Caster) to help our designers in trying out different combinations of enemies within seconds and playtesting if they make an exciting challenge without leading to any unfair results—provided players engage within a reasonable level. That said, there's nothing wrong about feeling lucky and testing your skill boundaries against lvl +5 enemies if you so wish… (Erik didn't know that we changed the tool's name to Enemy Caster as the original one was misleading).
Youtube: Erik shows off the enemy caster on stream
Generally, every enemy ship has its individual stats (hit points, damage output, speed, agility, etc.), all sorts of equipment as well as specific attack and retreat behavior—it’s almost as complex as designing for the player and can easily turn out being an even deeper rabbit hole than what it looks like on paper. However, the more shortcuts game designers are willing to take by limiting what enemies can do and which items they can use compared to what’s at disposal for the player creates a shallower overall combat experience, weaker immersion, and less fun overall.
Thanks to the comparatively simple player progression through the predecessor’s linear game world, plus not being able to back-travel made things even easier, we were able to balance all enemy stats within long spreadsheets. Due to the much higher complexity in combat design for our ambitious open-world looter shooter RPG, we already reached the limits of this method within the first star system of EVERSPACE 2, which is why we’re pretty excited about our new tools. Imagine how nasty it would be if you get pinned by a bunch of pesky Webber Drones and before you even had a chance to stun them with an EMP blast and free yourself, a group of self-destructing drones would appear right next to you... Oh, wait!
Twitch: Webbed! O_o
Long story short, for the Early Access release, we already have quite a few more enemy types than in the Beta, and more to come over the next 12 months. Thanks to our new in-house tools, we’ll be able to offer you guys an even broader gameplay-variety in combat on your journey through six or eight star systems, plus the endgame. To ensure that these new combat encounters are properly balanced and fun for as many pilots as possible, we’ll heavily rely on everyone’s feedback during Early Access, so keep it coming and share your thoughts on our discord or in the forums on Steam and everspace.game.

HOTAS/HOSAS Support

Due to popular demand from EVERSPACE players, we added rudimentary HOTAS support post-launch to that title, even though it had never been a promised feature because we believed it wasn’t a great fit for fast-paced 3D space shooters in general. The implementation did work but required some fiddling to assign input parameters for each model, which led to some frustration and quite a few negative user reviews on Steam. To create a better experience for HOTAS fans, we’re putting more emphasis on this feature in EVERSPACE 2 right from the beginning.
For initial test purposes, we implemented experimental HOTAS support in the closed Alpha/Beta, which still requires some tweaking depending on your hardware and is not as robust as you can expect from an officially released product. After analyzing feedback from test pilots using HOTAS, we decided to overhaul the entire implementation completely and add presets for the most common setups on day #1 of Early Access for the models below:
  • T.Flight Hotas X
  • T.Flight Hotas One
  • T.Flight Hotas 4
  • Hotas Warthog
  • T16000M (Single)
  • T16000M (Dual Config)
  • Logitech Extreme 3D Pro
  • Logitech/Saitek X56
  • Logitech/Saitek X52
  • Logitech/Saitek X52 Professional
Now, while this should be solid enough for Early Access (but not the final product!), joystick pilots should bear in mind that piloting a starfighter in EVERSPACE 2 is more like flying an agile assault chopper than a supersonic jet fighter. To defeat ES2-baddies in space, combat is more about 360° two-axis precision aiming and dodging enemy fire by swift two-axis strafing as well as quick-boosting to get out of the fire zone and then turning on a dime to counter-attack. Much different than pulling off barrel rolls, corkscrew loops, or an Immelmann like in old-school in-atmosphere dogfighting.
Of course, you absolutely can do all that, but fancy dogfight maneuvers won’t help you much because your opponents will turn on a dime anytime, too. We know this probably won’t hold back any die-hard space sim fans using their HOTAS/HOSAS gear and disable inertia dampeners for the extra kick of immersion in EVERSPACE 2, which, admittedly, is a fun experience. We’re just saying: be aware of what you are getting yourselves into… it'll be a tough ride! Having said that, we're working hard to give you the best HOTAS experience for such a fast-paced game as possible.
Alrighty, that was quite a lot for our concluding production in 2020. We hope everyone has enjoyed the space ride so far. If you did, don’t be a stranger and join our fun/informative/goofy live streams every Friday on Twitch and YouTube, from 7:00 pm to 9:00 pm CET / 2:00 pm to 4:00 pm EDT / 11:00 am to 1:00 pm PDT. I’m pretty sure that Erik, our one-and-only Community Ambassador, and host of the weekly RFG show, will spill a few more beans than we agreed...
Well, it probably has been an unexpectedly rough year for everyone. So more than ever, we wish you y’all a wonderful winter holiday with your loved ones and hope to see you super relaxed, happy, and excited for the EVERSPACE 2 launch in January. 🚀👀💥🙌
Michael and your dedicated ROCKFISH Games Team
submitted by HazzyDevil to EverspaceGame [link] [comments]

[HIRING] 40 Jobs in CA Hiring Now!

Company Name Title City
BetterHelp Licensed Therapist Jobs - Remote Work From Home Bakersfield
BetterHelp Licensed Therapist - Work from home online Bakersfield
TNG Retail Services Grocery Remodel Merchandiser San Jose
Guittard Chocolate Mechanic Burlingame
TNG Retail Services Overnight Reset Merchandiser Petaluma
Allied Universal Armed Security Officer-NASSCO Bonita
Allied Universal Armed Security Officer-NASSCO Cardiff By The Sea
Allied Universal Armed Security Officer-NASSCO Chula Vista
Metal Sales Manufacturing Corporation General Operator Woodland
TNG Retail Services Grocery Merchandiser Paso Robles
Bluecrew Assistant Mover Aliso Viejo
Bluecrew Package Handler Alviso
Bluecrew General Production Associate Alviso
Morongo Casino Resort and Spa Host - Good Times Cafe (Part-Time) Cabazon
Morongo Casino Resort and Spa Engineer II Cabazon
Morongo Casino Resort and Spa Engineer III Cabazon
ABC Supply co. CDL Delivery Truck Driver Chatsworth
Lineage Logistics General Warehouse Colton
Carlisle Construction Materials Maintenance Technician Dixon
ABC Supply co. CDL Delivery Truck Driver Paso Robles
Zinier Channels & Alliances Director San Mateo
Carlisle Construction Materials Machine Operator (Swing Shift) Dixon
Carlisle Construction Materials Machine Operator (Day Shift) Dixon
Mutual of Omaha Entry Level Financial Advisor Artesia
Community Medical Centers Interventional Rad Tech 1, Per Diem, 12 Hours Clovis
Community Medical Centers Clinical Lab Scientist, Clin Lab-Chemistry Fresno
Gale Healthcare Solutions $700 - $860 shift - MedSurge RN's Needed- Registry Opportunity Lake Forest
Sunrise Senior Living Resident Care Director / Registered Nurse Manager / RN Santa Monica
Sunrise Senior Living LVN Med Care Manager Simi Valley
Sunrise Senior Living Licensed Practical Nurse/Licensed Vocational Nurse (LPN/LVN) Sunnyvale
Confidential Search CDFI Director San Francisco Bay Area
Qualcomm Incorporated Design Verification Engineer, Senior Staff Santa Clara
Loves Travel Stops & Country Store Diesel Mechanic - Truck Care Lodi
Loves Travel Stops & Country Store Diesel Mechanic - Truck Care Lost Hills
Loves Travel Stops & Country Store Diesel Mechanic - Truck Care Madera
Kool Pak Professional Driver Rancho Cucamonga
Graphic Packaging International Building Maintenance Visalia
Kindred at Home Personal Care Attendant - PCA San Leandro
El Camino Health Surgical Tech II - OR LG - Eve - FT Los Gatos
El Camino Health Lab Tech Supp Spec II - Lab Hemology - Full Time Los Gatos
Hey guys, here are some recent job openings in ca. Feel free to comment here or send me a private message if you have any questions, I'm at the community's disposal! If you encounter any problems with any of these job openings please let me know that I will modify the table accordingly. Thanks!
submitted by DramaticPatience0 to CaliforniaJobsForAll [link] [comments]

Non ne posso più di vedere americani che forzano le loro dinamiche sugli altri

Allora, mettiamo in chiaro che non voglio assolutamente generalizzare. Ma una cosa tipica americana che ho notato, e che mi fa ammattire, è il dare per scontato che tutto il mondo funzioni o DEBBA funzionare come gli US of fucking A.
Non mi sono mai considerato bianco, né "di colore" (che, cari americani, vuol dire nero in Italia), e anzi la distinzione su base razziale mi fa alquanto ribrezzo, e ancora di più la divisione su base bianco/non bianco. Soprattutto come studente di scienze naturali che si è sentito ripetere più volte dai professori che le razze umane non esistono, biologicamente.
Sono italiano e voglio essere considerato come tale, e lo stesso vale per moltissimi altri italiani che conosco. Ma all'improvviso arriva un qualsiasi newyorkese che pensa di poter decidere per noi cosa siamo? Cos'è, il 1920?
Fanno un gran casino perché "italians are white" o "italians are poc" ma sono sempre gli americani che ne parlano, e a nessuno di loro frega niente delle opinioni dei diretti interessati. Anzi, ci prendono in giro se ci lamentiamo.
E non vale solo per questioni razziali, o per questioni italiane. Vedo in continuazione degli americani che pensano di poter imporre il loro punto di vista su paesi con un passato ed una cultura completamente diversa.
Vedo americani bianchi waspissimi che si offendono perché un personaggio giapponese disegnato da giapponesi ha i capelli biondi. Vedo americani che gioiscono per la persecuzione dei copti, e che tirano fuori statistiche AMERICANE quando gli fanno notare che nei paesi dove i copti sono oppressi i cristiani sono letteralmente una minoranza. Ho visto americani di origini vagamente indiane che parlavano male di indiani nati e cresciuti in India perché loro dicevano "hey, il sari è letteralmente un vestito, non ha caratteristiche religiose, non è appropriazione culturale se Lady Gaga ne indossa uno".
È letteralmente un caso di burden of the white man, eccetto che qui è burden of the american. Pensano di essere gli unici evoluti? Pensano di essere gli unici illuminati che hanno capito che il razzismo o che so io è sbagliato? Pensano che le nostre culture siano solo una menzogna globale, che a Civitavecchia, Lucca e Bari parliamo tutti inglese e che il 13% della popolazione mondiale sia africa- ehm, afroamericana?
Post forse un po' delirante, e mi scuso, ma penso che sia l'ora di dirlo...
submitted by apocrypha-mindokah to italy [link] [comments]

Subida del Bitcoin, cómo invertir?

Con la subida del Bitcoin las formas de usar bien el dinero deben tenerse en cuenta, de cómo realmente invertir. Sin embargo, desde mi punto de vista creo que la clave es invertir de formas diversas. Por ejemplo, lo que hago a veces es que cuando el Bitcoin sube, aprovecho de jugar en EarnBet, el casino online, con un poquito más de dinero de lo normal. Así, el resultado de los juegos que me entreguen en BET token, lo stakeo y cada mes obtengo dividendos de ello, sin hacer nada. Si se animan a hacerlo aqui les dejo el link para que entren https://guest.link/RX7
submitted by Anbarreto to CryptoMonedas [link] [comments]

13/2/2020 Weekly GTA Online Bonuses

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(Editorial 19/10/2020) El odio y su espejo

El odio no es un invento argentino, ni siquiera es producto del peronismo o del kirchnerismo. Tiene muchos años de vida en nuestra historia. Podemos dar el ejemplo más claro en la época de unitarios y federales, una lucha civil sangrienta. Después sí, con la llegada de Juan Domingo Perón al poder, la sociedad se dividió en peronistas y antiperonistas.
Ahora ya no es más kirchnerismo y antikirchnerismo, como creíamos hace unos cinco años, evolucionó la grieta y tiene otro título: kirchnerista planero y macrista vendepatria.
La palabra “planero” hace referencia a la asistencia social que brinda el Estado a ciudadanos en situación de vulnerabilidad. La veo muy utilizada en el intento de descalificar a quien es kirchnerista y no sólo me parece un insulto ridículo -porque nadie vive de planes- sino que hasta contradictorio. Mauricio Macri dejó su mandato duplicando casi la cantidad de personas alcanzadas por un plan social.
No voy hablar de la eficacia de los planes sociales en Argentina, los cuales considero que para que funcionen tiene que existir un plan a ejecutar (cosa que al kirchnerismo y al macrismo nunca le importó). Es muy importante que el Estado alcance a todos e intente equiparar las situaciones, aunque nunca lo logre, pero despilfarrar dinero es totalmente ridículo si no tenés un plan. Y se me olvidó un detalle: si tomás deuda para financiar estos gastos o imprimís billetes… es payasesco y suicida. Al fin y al cabo, los planes sociales en Argentina únicamente sirven a modo de caja para el gobierno de turno, no solucionan el tema de fondo porque son insuficientes (no me refiero solamente al monto, sino también al modo en que se ejecutan).
Después viene el otro bando, el de los macristas vendepatria. En el intento de agredir a un macrista, desde el punto de vista de un kirchnerista, se lo increpa con “Macri entregó el país”, “benefició a los amigos”, “Macri nos endeudó”, etcétera. También es infantil. Por ejemplo, Nestor Kirchner estuvo a favor de la privatización de empresas siendo gobernador en Santa Cruz. Las multinacionales mineras tuvieron un gran respaldo en la Argentina durante los gobiernos kirchneristas (caso Barrick Gold). Los amigos de Néstor Kirchner, como Cristóbal López, ganaron concesiones de casinos, organismos de control, licitaciones, acreditaciones para medios de comunicación, entre otros. El círculo íntimo del kirchnerismo, que viene desde Santa Cruz con personajes como Lázaro Baez, Ricardo Jaime, Julio de Vido, Víctor Manzanares, se hicieron millonarios sin poder explicar, legalmente, semejante acumulación de riquezas. Todos amigos de Néstor e intachables súbditos de la obendiencia debida.
Al fin y al cabo, se ve que se cumple la Ley del Espejo. No sé si alguna vez tuvo la oportunidad de leerla pero básicamente intenta demostrar que odiamos en el otro lo que tenemos en nuestro interior, una especie de reflejo en el espejo. ¿Qué quiere decir esto? Que no son muy distintos entre sí, salvando las distancias, Néstor Kirchner, Cristina Fernández y Mauricio Macri. Sólo se diferencian en su relato populista o neopopulista, ya sea de una izquierda setentista anacrónica o una pseudocentroderecha intoxicada. ¿Por qué ese nombre? Porque no perdió los vicios de la política argentina de los noventa para acá: cartelización, corrupción, capitalismo para amigos, y más en la caja de Pandora. Más allá del relato, de las hazañas y cobardías, desde Menem a la fecha hacemos lo mismo de siempre: decir mucho y hacer poco.
Para que un relato se consolide se necesita de acción, de hechos que lo respalden, pero en Argentina no se lee así y en vez de hacer buscamos odiar. En el odio, estúpido, infantil y sin sentido, buscamos justificar lo que hizo uno criticando al otro. ¿Cuántas veces vamos a tener que escuchar “la herencia que nos dejaron”? Como que si nosotros no hubiéramos existido en aquel entonces, ¿los dirigentes van a seguir subestimándonos? Pero como dije ya una vez: si la sociedad no cambia los políticos tampoco.
Alberto Fernández cuenta con una sociedad cansada del kirchnerismo, por eso la desconfianza, y del macrismo -que endulzó los oídos de la clase media pero secó las expectativas-.
El Presidente dijo ser un gobernante moderado, en el centro del peronismo duro y el kirchnerismo. No sólo que tiene la oportunidad de lograrlo, sino que en él recae la responsabilidad, por lo tanto, afrontar un fracaso puede culminar con una de las ramas del peronismo. ¿Dará un giro? ¿Enfrentará la crisis social que hay? ¿Recomponerá la sociedad fragmentada?
La famosa grieta se cae por sí misma y únicamente le dan juego quienes apoyen a los relatos vacíos. Creo que superar la grieta no es difícil pero el costo político es inmenso, pero muy grande. Tenemos batallas anacrónicas, seguimos debatiendo cosas sin sentido de hace cuarenta años. Queremos demostrar quién manda más en las calles. Pero estos cruces son beneficiosos para el Gobierno porque cuando se equivoca le echa la culpa a la oposición, al “no-pueblo” digamos, según Santiago Cafiero.
La batalla contra el odio se empieza por haciéndonos cargo, nosotros como comunes y ellos como dirigentes. La victimización no es parte de la solución, decir que “las víctimas del odio fuimos nosotros [los peronistas]” es tirarle kerosene al incendio. Pero bueno señor Presidente, espero que entre usted, su equipo, y todos nosotros superemos el odio y pongamos el país de pie, aunque creo que estamos en silla de ruedas.
submitted by AgGarett to RepublicaArgentina [link] [comments]

L'Italia non può dipendere dalla Lombardia (e viceversa)

[Avvertenza: questo topic-rant vuole nascere per canalizzare la discussione che si sta creando in vista della fase 2 (o meglio fase 1.2) e si prega di non insultare nessuno, da entrambe le parti]
La verità sta spesso nel mezzo, anche quando si parla di risposte al COVID-19. Penso che nessuno sano di mente avrebbe mai pensato che dal 4 Maggio in poi, anche nelle regioni con pochissimi casi, si sarebbe tornati alla vita di prima. E' ragionevole e giusto aprire attività non essenziali come bar e ristoranti solo dal 1 Giugno e porre degli elementi di sicurezza in attività che normalmente richiedono la presenza fisica e ove è impossibile avere distanza sociale consigliata. Questo, insieme a misure economiche per calmierare i prezzi e lasciar navigare chi ha queste attività, è sacrosanto, deve valere in tutto il territorio nazionale e sarà una costante della vera Fase 2.
Ma onestamente il decreto esplicitato in diretta Nazionale da Conte suona solo come un contentino a chi, per fortuna o per buona gestione, ha ormai già superato la fase 1. Il nuovo decreto riapre alcune attività e permette d'incontrare i parenti. Ciò però non è altro che l'estensione della fase 1, ove le attività essenziali sono state sempre attive e per determinati cantieri si poteva anche chiedere la proroga, mentre per vedere i parenti e i nonni si poteva fare tranquillamente con autocertificazione (che tra l'altro rimarrà) per giustificato motivo di salute. I vari meme e altro non sono che lo specchio di questa sensazione e del risultato controproducente che porterà questa fase 2 a essere sottovalutata.
Allora perchè tutto questo? Perchè la prima regione industrializzata d'Italia è il focolaio principale e non si ha il coraggio, volontà politica o altro, di lasciar scorrere più facilmente in questo periodo l'economie regionali diverse dalla Lombardia, per paura di contrastare Confindustria e l'accentramento industriale lombardo. Diventa paradossale come il paese che ha creato praticamente il motore del paese in una sola regione si faccia rendere ostaggio di esso. Il sunto percepito è: la vostra vita, la vostra economia, i vostri soldi sono inferiori, pur essendo tutti noi insieme in un paese unico, a quello della Lombardia.
Chiarisco inoltre che non si tratta di questione Nord vs Sud: ci sono tante regioni al Nord, come Veneto e FVG, che anche loro potrebbero riaprire dal 4 maggio con misure meno restrittive. Si tratta quindi di un'idea sbagliata che, pur partendo da un sunto giusto (siamo tutti uguali in questo paese e se una regione ha bisogno di stare più ferma anche le altre dovrebbero) porta alla conclusione opposta. Sono diversi gli scenari che potrebbero accadere nel mese di Maggio - sperando che a Giugno la Lombardia arrivi al resto d'Italia.
1 - La Fase 2 viene sottovalutata da tutti e si parte con la seconda ondata anche prima di settembre
2 - Le Regioni con contagi prossime allo zero provano ad allentare le misure, incostituzionalmente, e si apre una crisi regioni vs stato su basi giuridiche anche legittime
3 - Il focolaio si sposta nuovamente, anche in regioni del Centro e del Sud, e o si ricomincia nazionalmente tutto o si rendono conto le chiusure devono essere fatte regionalmente, aumentando però l'astio nei confronti delle regioni che prima hanno goduto del beneplacito nazionale
In definitiva, queste mezze misure non sono che lo specchio di un'Italia che si è fondata sul prodotto industriale e terziario creato in una sola regione. Questo co-dipendenza e assorbimento è forse anche il fulcro di tanti problemi del bel paese, che, come ogni crisi rivela nel suo dispiegamento, sono ancor più evidenti.
La stessa area metropolitana di Milano da anni assorbe una forte immigrazione lavorativa, principalmente di alto livello, da tutto il paese (si pensi che la composizione del personale sanitario lombardo è fatta almeno per il 30% da operatori del Sud Italia), lasciando uno squilibrio fondamentale che porta a decisioni del genere. Ciò che vuol dire che la giunta regionale lombarda, che, tra sfighe e mala gestione del contagio, ha fatto in modo che si superasse una soglia critica della diffusione, ha potere, ormai costituzionalmente riconosciuto, superiore rispetto alle sue mansioni e alla sua sfera d'influenza locale, condannando, in un ciclo perpetuo fino al punto di rottura violento, altre regioni di tutto il paese ad avere una produzione socio-economica inferiore e ad entrare in co-dipendenza. Questo è un problema anche per chi è locale in Lombardia, la cui economia e funzionamento di tale dipende esclusivamente da fattori nazionali e non da decisioni e reiterazioni comportamentali della classe imprenditrice, come per esempio in Veneto (con tutti i difetti eh).
La realizzazione di ciò, dell'essere tutti i cittadini di seconda o terza categoria, per un ciclo che si autorigenera di accentramento produttivo in una singola regione, è ciò che sta facendo incazzare tutti quanti.
Aggiungo, alle fine di questo rant, una postilla nei confronti del Sud Italia. Ad inizio emergenza si gridava, questa per una schadenfreude di dubbie origini, di come presto il Sud sarebbe diventato un lazzaretto. Questo non è successo. Ciò che invece è successo è la campagna smerdatica su ogni cosa che accadesse dal Po in giù: prima erano i mercatini della Pignasecca, poi l'elicottero a Palermo, poi che siamo inferiori, poi Mentana che fa "anche a Napoli ci sono eccellenze", poi vari presentatori che si sorprendono che la gente può essere civile anche sotto al Gran Sasso, poi insulti perfino rivolti alla sanità campana, non si sa perchè, visto che il Cotugno è l'unico ospedale epidemoliogico in Europa senza casi tra il personale sanitario o il Pascale è il primo ospedale ad aver creato in Italia una procedura standard per un farmaco sperimentale. Non vi saprei dire perchè s'insiste su questa narrativa estrema che parte da casi accertati e sinceramente veri di bolle di popolazione incivili, ma diventa una bolla giornalistica di per sè; non penso ci sia nessun complotto, nessuna voglia di smerdare una parte del paese, forse un po' di razzismo malcelato, ma più probabilmente, la consapevolezza e la voglia del giornalismo italiano di continuare a vendere l'idea Sud bad perchè porta più click ed è una cosa lontana da molte redazioni laziali e milanesi. E molti, anche qua dentro, ci cascano spesso. V'invito infatti a riflettere come, nonostante tutto questo casino, in prima pagina su Repubblica come primo titolo c'è un articolo su una guardia giurata morta a Napoli in una sparatoia - cose che succedono ahimè in tantissime città, anche ora, ma che per qualche motivo ora è più importante di ogni notizie sul COVID.
TL;DR Il discorso di Conte evidenzia problemi sull'accentramento economico della Lombardia che dobbiamo affrontare prima di avvere al punto di rottura.
submitted by Gigaktor to italy [link] [comments]

Anu-ano ang business ventures ng ating mga politiko?

Enrile * JAKA Investments Corporation (Delimondo, Posporo)
Pacquiao * Waterotor Energy Technologies * ONE Championship * GTOKEN * JMP Mass Media Production Inc. * Roadhaus Economy Hotel * Pacman Wildcard Gym * JMP Shalom Travel and Tours * Pacquiao H20 * Team Pacquiao Store * MP Princess Digital Printing Solutions * Pacman Beach Resort * Jinkee’s Fashion World * Pacman Sports Bar * Pacman Beach House * Revolution Precrafted * MPBL
Villar * Vista Land & Lifescapes Inc * Brittany * Crown Asia * Camella Homes * Communities Philippines * Vista Residences * AllHome Corp * AllDay supermarkets * Coffee project * Primewater Infrastructure Corp * Golden Bria (Bria Homes) * Golden Haven Memorial park * Starmalls
Bong Go * CLTG Builders
Duque * Lyceum-Northwestern University * EMDC (where Philhealth building rents)
Calida * VISA (Vigilant Investgative and Security Agency Inc)
Legarda, Loren * (son) Solar Para sa Bayan
Defensor, Mike * Pax Libera Mining
Chavit * LCS Group of Companies (Agri, Mining, Aviation, Renewables, Retail) * Partas Bus Inc
Win Gatchalian * Wellex Group (Plastic and Petro, Mining, Waterfront Hotel and Casino, Real Estate, Air Asia, Church)
submitted by lalalabababo to Philippines [link] [comments]

Bitcoin y el entretenimiento

Como sabemos, el auge de las criptomedas está empezando. Bitcoin provocó un boom en el mundo del que no hay vuelta atrás, y han empezado a utilizarse como forma de pago en diferentes sectores, lo que ayuda a su movimiento y a que cada vez más gente las utilice. Incluso desde el punto de vista de las plataformas de entretenimiento, hay muchos casinos y lugares de juego que aceptan y mueven Bitcoins y más criptas, entre ellos: EarnBet (primer casino online descentralizado
submitted by Jdfgonzalez to bitcoines [link] [comments]

Con api, si vola.

Io voglio bene alle api. Molto bene.
Non è sempre stato così. Da bambino ne ero affascinato, come lo ero da tutti gli animali, ma loro occupavano comunque un gradino non troppo alto nella mia personale gerarchia degli esseri viventi.
Diciamo che, somigliando molto poco ad un cattivo dei 5 Samurai, consideravo le api come una sorta di Whiskas per le mantidi che mi piaceva allevare, e che sono palesemente molto più cool a livello di design. Questo nonostante i primi rudimentali studi sul volo usato come linguaggio dagli imenotteri in questione (lol, imenotteri), che già spopolavano nei costosi e poco longevi libri di testo delle scuole elementari. Le illustrazioni fatte male coi trattini delle traiettorie di volo e cazzi del genere, presente no?
Piccola digressione: non ho mai capito perché uno scrittore di libri scolastici scientifici dovrebbe descrivere nel dettaglio il linguaggio delle api; come se l’ape normalmente si fermasse a chiedere ad un umano la strada per tornare all’alveare, e rimanesse lì a vedere l’umano camminare in un percorso a forma di 8 per rispondergli “sempre dritto zio, poi magari chiedi più avanti”.
Comunque, più delle api apprezzavo i bombi, con la loro paffuta bonomia, che ho ancora più apprezzato pochi anni fa quando ho scoperto che, contrariamente a quello che mi avevano insegnato le maestre di scienze terrone, i bombi hanno sì un cazzo di pungiglione e, visti quanti ne ho presi in mano senza mai essere punto, evidentemente anche una pazienza infinita; od una fattanza cosmica.
Successivamente, dopo aver capito che le mantidi sono inutili puttane (purtroppo non maturo abbastanza per conoscere la famosa metafora riguardo alle donne di cui c’è ampia letteratura, e che mi sarebbe servita da adolescente), sono passato alle lucertole; quello è stato un periodo oscuro e, fortunatamente, molto breve, del quale preferisco non parlare, un po’ come i crucchi riguardo al periodo che tutti noi sappiamo *wink wink*.
State calmini però, in vita mia non ho mai fatto del male a niente che fosse più evoluto di un rettile, al contrario di voi giovani Jeffrey Dahmer, Ed Gein incel brufolosi del cazzo.
Poi, anni dopo, per un periodo mi sono ritrovato a scopare la figlia dalla carnagione olivastra di un contadino e, così, l’involuto zoticone mi ha introdotto alle meraviglie del mondo delle api. A 18 anni ho scoperto che, oltre a fare i disegni in aria per parlarsi, queste piccole stronze sono molto importanti per il Mondo. Non mi interessano i dettagli, diciamo che tipo sborrano sui fiori e quindi le piante sono felici. E quindi noi, le mucche e i fagiani siamo felici perché le piante sono felici.
In più, l’immagine romantica dell’apicoltore fiero ed ignorante, unita a quella del perfetto culo di origini balcaniche della figlia, mi ha convinto che le api sono pressoché una figata.
Sono utili, risolute, pelosine, odiano vespe e calabroni (sbirri) e li bolliscono ricoprendoli completamente e facendo casino quando sti stronzi gli vanno a rompere il cazzo nel quartiere. Quando le api ti lamano, lo fanno perché è giusto così. E poi muoiono, muoiono tagliate a metà per proteggere il blocco, non come voi snitch del cazzo che vendereste anche l’ape regina ovvero vostra madre.
L’altro giorno cercavo notizie per cui incazzarmi e, in un momento di straordinaria non-pigrizia, decido di digitare “il” su google invece di “re”, che di solito è più facile vista la successione sulla tastiera, ma mi porta sempre a leggere puttanate scritte da wannaberadicalchic per radicalchic.
Giunto nel sito, uno schiavo di Travaglio mi informa che i cinesi del cazzo sono anni che secernono, non so da quale orifizio legislativo, del fottuto miele finto. Ma come “miele finto”? Come cazzo fa ad essere finto il miele?
In sostanza questo cazzo di miele finto viene importato in Unione Europea da, evidentemente, dei figli di puttana attaccati, tipo lamprede, a dei piccolissimi peni gialli, che lo vendono a 1 euro invece di 4.
Leggo anche questo commento:
Non riesco proprio a solidalizzare con i fabbricanti di miele e sfruttatori del lavoro e della vita delle api. Cinesi o italici che siano.
però sono troppo incazzato per soffermarmi su questioni psichiatriche.

Ora, io non so esattamente cosa voglia dire “miele finto”, non sono un chimico altrimenti spaccerei: alcuni dicono sia miele diluito, alcuni che è sciroppo di glucosio con aromi, altri dicono che è diarrea di bambini cinesi nutriti con larve di api e distillata grazie alle microonde del 5G.
Io so solo che c’è una roba che chiamano “miele finto” che arriva dalla Cina e, che, MANNAGGIA A GESU’ CRISTO danneggia sia il mio ex-quasi-cognato con la figlia dal culo di bronzo, che il suo omologo portoghese o scozzese, che le fottute api, che il futuro del MONDO INTERO; tutto questo perché ovviamente i cinesi riescono a prendere anche quella che è una delle più rispettate ed ancestrali forme di cooperazione tra uomo ed animale, renderla una merda violenta/chimica, e poi smerciarla ad un quarto del prezzo con noi COGLIONI, rappresentati da gente con cognomi improbabili abituata a mangiare la merda, che sta lì da anni a masturbarsi su come sia il modo più soffice per spiegare che il miele si fa DAL BUCO DEL CULO DELLE API O QUELLO CHE E’, SENZA MANINE GIALLE DEL CAZZO CHE CI VERSANO DENTRO LA BILE DI ORSO O IL MIDOLLO DI UIGURO ADULTO.

Un giorno arriva al bar Fabbio che ha appena comprato 3G da un egiziano “nuovo” in piazza. Facciamo 1G dietro in cucina e ci accorgiamo subito che è una mezza merda. Passano 4-5 giorni e ci raccontano che Ramsete dei miei coglioni fa provare quella buona sul posto, poi ti rifila quella con gli additivi. Non solo, lo fa con sia con quelli sgamati, che ovviamente non tornano più, che coi ragazzini, i quali, per fare bella figura, fingono di essere fatti. E tornano.
Voi l’avete più visto l’egiziano in quella piazza? Io no. Non credo che l’abbiano aspettato nell’androne del palazzo eh, anche se ho saputo che qualcuno con la voce grossa si era un po’ indispettito per la questione, per la faccia di merda, in particolare. Però evidentemente ha dovuto cambiare zona, forse paese.
E’ bastato un mesetto per risolvere la faccenda, per riportare la qualità media del prodotto a livelli buoni e ad alzare sì i prezzi, ma solo perchè il lavoro e l’autenticità vanno rispettati, vanno idolatrati. E infatti, quando in piazza l’egiziano non c’era più, ma c’erano di nuovo soltanto Vito e Bogdan, ho capito perché era giusto che ce la facessero pagare di più: semplicemente perché il loro guadagno garantiva a noi un prodotto migliore e l’assenza di stronzi approfittatori.
E riuscivano a gestire tutto questo senza laurea in Svizzera e senza cognomi con umlaut o accenti strani, solo con la giustizia popolare, i coltelli e l’attenzione ai consumatori più sfortunati, alla comunità.
In tutta la mia vita ho comprato credo 4 barattoli di miele. Non me ne frega un cazzo del miele. Però quando pago le tasse non riesco a non pensare a quel culo color caramello, e al suo creatore in difficoltà economiche; e quando un’ape mi si avvicina, io rispettosamente mi gratto il cazzo come a rispondere “scusa fra, non sono di qua”.
Anche se abito in zona.
submitted by Le_monde_ou_rien to litigi [link] [comments]

Jazz, una guida all'ascolto - Puntata 1

Leggete questo post quando avete un po’ di tempo e uno stereo decente (o un paio di cuffie) a disposizione, dato che c’è parecchio da ascoltare. O meglio, il brano è uno solo, ma andrà riascoltato diverse volte. Quando siete pronti, possiamo iniziare.
Il jazz è un bel casino. Un sacco di note, un sacco di dissonanze, non si capisce con che strumenti si debba suonare, non si capisce se sia musica scritta o improvvisata, se vada ascoltata ballando o sorseggiando vino costoso. Insomma, un po’ perché è di suo una musica complessa, un po’ per i vari luoghi comuni e le abitudini di ascolto sbagliate, per un principiante non è semplice apprezzare questa musica. Se però tutto ciò non vi intimidisce, posso provare a darvi con questa guida qualche punto di riferimento.
Iniziamo da qui: YouTube - Spotify. Il pezzo si chiama Searchin’, di Jazzmeia Horn, album Love and Liberation del 2019. Jazzmeia è una giovane cantante americana, ha una voce spaventosa, e mi torna comoda come punto di partenza perché suona un jazz molto tradizionale. Fatevi un primo ascolto, poi tornate a leggere. Solo una precisazione (e questo varrà sempre): l’ascolto richiede il 100% della vostra attenzione, non leggete o fate altro nel frattempo.
Fatto? Molto bene, spero vi sia piaciuta, a me piace moltissimo. Ora, un ascoltatore attento, pur se totalmente inesperto, dovrebbe aver notato almeno un paio di cose.
Fin qui direi che ci siamo. Se non siete convinti di questi tre primi punti, riascoltate e verificateli.
Immagino che a questo punto i primi e gli ultimi 30 secondi del pezzo, cioè quelli cantati con le parole, siano abbastanza comprensibili a chiunque. Ciò che accade in mezzo, invece, è un po' più complesso. Usiamo allora proprio le parole come appiglio per la comprensione, eccole qui. Riascoltate i primi 30 secondi leggendo il testo.
I kept searching For someone who could turn my life around, but he never noticed I saw a fella' who had seemed to have wanted A girl like me, but he was too scared to show it I kept prancing and hoping he would like the moves I made, but he never noticed Never enough to find my true love, I keep on trying, but time is flying.
Ora riascoltate di nuovo, e provate a canticchiarlo. Non c’è bisogno né di farlo a voce alta, né di essere intonati, però cercate di farvi entrare in testa la melodia. È importante giuro, fatelo.
Fatto? Molto bene, quello che avete appena cantato è un chorus (in realtà due, dato che si ripete due volte). Il chorus è l’unità strutturale del brano: come nei pezzi pop di oggi si alternano strofa e ritornello, nel jazz tradizionale esiste un’unica sezione che viene ripetuta per tutto il brano.
Immagino che starete obiettando che Jazzmeia canta il chorus solo all’inizio e alla fine, e in mezzo no: giustissimo. Il punto è che anche quando non lo canta, gli strumenti che accompagnano continuano a suonare la stessa struttura armonica sulle stesse battute. Quindi, essenzialmente, cambia la melodia che sta sopra, ma sotto c'è un unico ritornello ripetuto dall'inizio alla fine del brano senza soluzione di continuità. Per chi riesce e vuole contare le battute, il chorus di Searchin’ ne dura 16.
Ecco quindi cosa succede in questo brano.
Adesso vi sarà chiaro lo scopo di questa analisi: se continuate ad avere in testa dall’inizio alla fine la melodia iniziale, avete un punto di riferimento ideale per non perdervi durante i soli. Per inciso, questo è esattamente ciò che fanno i musicisti. Cioè anche per loro, mentre accompagnano e improvvisano, sentono la melodia implicita, e questo viene sempre riflesso (più o meno chiaramente) in ciò che suonano.
È il momento quindi di riascoltare, anche un paio di volte, canticchiandovi in testa la melodia.
Fatto? Se siete riusciti a seguire la struttura, significa che ormai siete in grado di orientarvi da soli. Aggiungo che questo schema melodia-soli sul chorus-melodia è la struttura usata nel 90% del jazz di stampo tradizionale, dal bebop (anni ‘40 circa) a oggi. Il motivo è semplice: questa struttura ciclica è funzionale all'improvvisazione del solista di turno, perché gli consente di decidere sul momento la durata del suo solo.
Ora non mi resta che fare alcune osservazioni sparse sul brano.
Credo di aver detto tutto ciò che avevo da dire su questo pezzo, complimenti alla vostra pazienza se mi avete seguito fin qui. Se vi è piaciuto, vi consiglio di sentirvi i due album interi di Jazzmeia: A Social Call (2017) e Love and Liberation (2019). Dopo Searchin' il mio preferito è sicuramente The Peacocks (pezzo composto da Bill Evans, mica pizza e fichi) nel primo album. Non è necessario fare tutto questo lavoro di analisi per ogni brano che si ascolta, chiaramente, ma è necessario essere concentrati e attenti, questo sì.
Se avete consigli, correzioni o critiche, ogni feedback è ben accetto. Vi ringrazio per l'attenzione, e alla prossima.
submitted by MikeTeodori to italy [link] [comments]

Magistrale all'estero

Ciao a tutti, sono al terzo anno di elettronica e sto pensando di fare la magistrale interamente all'estero. Quest'idea è nata perchè:
La magistrale all'estero però dal canto suo mi fa un po' paura (sarebbe un completo salto nel vuoto) e sto cercando delle informazioni sugli atenei che mi interessano di più (RWTH Aachen, TU Dresden, KU Leuven e UCL).
Qualcuno di voi ha esperienze con queste uni/ esperienze simili di erasmus al poli?
submitted by obayoma to polinetwork [link] [comments]

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